14 Nov

Il ruolo dei social media nella reputazione online dei politici

Visibilità e reputazione vanno a braccetto sul web, poiché più si parla di una personalità pubblica (bene o male) sui social, sui blog e sui portali di news più si amplia il bacino di persone raggiunte, perciò per un politico è essenziale tenere sotto controllo le menzioni ricevute e gli articoli che parlano delle sue iniziative e attività.

In Italia ci troviamo ancora in una fase iniziale per quanto concerne la presenza dei politici sul web e nei social media in particolare, in tal senso le elezioni del 2013 saranno il primo vero banco di prova per verificare chi è in grado di gestire correttamente la propria web reputation.

Scopriamo quale ruolo giocano i profili social dei politici nell’interazione con il proprio elettorato di riferimento e come possano influire sulla percezione complessiva di un personaggio pubblico.

Sono ancora in molti a pensare che sia sufficiente aprire degli account su Facebook, Twitter e Google Plus e replicare il contenuto già postato sul proprio blog o sito ufficiale per stabilire un contatto autentico con gli utenti. Eppure le recenti elezioni presidenziali in USA hanno dimostrato che i social sono uno strumento formidabile per diffondere le proprie idee e aumentare l’engagement con gli utenti.

Come vincere le Social Media Election

A proposito di elezioni in USA, le campagne elettorali di Barack Obama e Mitt Romney rappresentano due modelli diversi di interazione con risultati decisamente differenti, come abbiamo visto con la riconferma di Obama alla Presidenza.

Un post molto dettagliato di Search Engine Land illustra come i due candidati (o meglio, lo staff responsabile della comunicazione online) hanno gestito i loro profili social.

Su Twitter Romney ha twittato periodicamente dei messaggi generici che sembrano ignorare l’interazione con gli altri utenti e non considerano che qualcuno possa dedicare la propria attenzione al suo feed.

Nel caso di Obama invece lo staff risponde alle mention e retwitta i messaggi che ritiene interessanti, dando valore alle opinioni altrui.

Inoltre ha fatto molto clamore il tweet e la foto postata immediatamente dopo la rielezione, quel Four more years che è entrato nella storia perché ha avuto oltre 800.000 retweet, quasi 300.000 preferenze e, su Facebook, 4 milioni di like e 580.000 condivisioni, cifre da capogiro.

Ciò che più ha colpito l’immaginario delle persone è la foto dell’abbraccio fra Obama e Michelle, che ha innescato il meccanismo virale pur essendo stata scattata in un’occasione diversa, precisamente durante un comizio in Iowa lo scorso agosto.

Ciò dimostra che è possibile riutilizzare un’immagine già condivisa in precedenza e quindi intesa non come testimonianza di un istante bensì come veicolo di emozioni da associare a un momento importante, la vittoria delle presidenziali.

Il confronto prosegue sugli altri social: entrambi i candidati hanno aggiornato i propri canali ufficiali su Youtube con dei video, nel caso di Obama alcuni video si sono indicizzati correttamente per i temi correlati grazie alla descrizione inserita, soprattutto quando è stato trascritto il testo del video. È sufficiente osservare questo grafico per verificare il maggior numero di visualizzazioni ricevute dai video di Obama rispetto a Romney.

Evitare i fake follower

Ho già citato il caso dei fake follower del profilo Twitter di Romney in un precedente post, ora come se non bastasse sembra che anche su Facebook alcuni dei suoi fan fossero falsi. Infatti, dopo i risultati elettorali in soli 3 giorni Romney ha perso più di 50.000 fan della sua pagina, c’è addirittura un sito, Disappearing Romney, che documenta in real time la scomparsa del candidato repubblicano dall’eco-sistema dei social.

È l’ennesima conferma che concentrare i propri sforzi solo in campagna elettorale può essere dannoso e che comprare dei fan è solo controproducente: prima o poi gli utenti si accorgono che qualcosa non va, (magari proprio a causa dello scarso engagement) e l’autorevolezza ne risente. È preferibile incrementare gradualmente i propri fan anziché seguire metodi poco ortodossi che portano benefici solo temporanei.

Comunicare valori e interagire con gli utenti

Riassumendo, chi fa attività politica dovrebbe prestare la massima attenzione alla propria presenza online e sui social media, pianificando strategie di web marketing virali e ad alto engagement, che si rivelano sempre più decisive per la vittoria (sia di competizioni a livello nazionale sia locale).

Il modo in cui lo staff di Obama ha gestito i profili social rappresenta un esempio valido di comunicazione politica sul web da cui prendere spunto, tuttavia c’è ancora molta strada da fare per imparare a usare con successo i social media e migliorare la propria visibilità sul web.

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